Friday, March 15, 2013

New York.

A New York mi sento sempre molto a mio agio.
Devo averci vissuto nella mia precedente vita, tanto mi trovo a mio agio quando ci vado.
New York la conoscono tutti, con tutti i telefilm che vi hanno filmato ogni angolo, ogni strada, sembra sempre cosi’ familiare.
New York e’ la prima citta’ che ho fatto visitare a mia figlia, ci tenevo.
Dopo la prima volta che ho visitato New York la mia vita e’ cambiata.
Sarebbe cambiata comunque? Ci saremmo comunque scelti? Avresti comunque fatto parte della mia vita e contribuito cosi’ tanto a realizzare i miei sogni?
Forse si, o forse no.
New York e’ stato il primo dei miei, tanti, sogni, ormai realizzati.
New York sono i taxi gialli al semaforo dietro Times Square.
New York e’ la metropolitana, piu’ vecchia e malandata di quella di Londra, con le piastrelline del bagno e senza ascensori, con la gente che salta i tornelli come se niente fosse.
New York e’ Madison Avenue, DKNY e Ralph Lauren.
New York e’ la nostra casa ad Harlem sulla 129ma strada.
New York e’ Harlem, la 125ma strada, che sembra un po’ Wembley e non sai mai veramente in quale posto del mondo ti trovi.
New York e’ il Village e l’atmosfera che vi si respira.
New York e’ Central Park, i film che vi girano, la gente che corre, le ombre della sera, il bosco, le colline e le biciclette.
New York e’ il traghetto per Staten Island.
New York e’ Staten Island.
A New York dai tombini esce veramente il vapore, come nei film.
New York e’ Tiffany, i locali di musica jazz e le discoteche rock.
New York e’ il MoMa e il Guggenheim.
New York non e’ poi cosi’ difficile da attraversare in macchina, anche se non la si conosce e non si e’ mai guidata una macchina con il cambio automatico prima.
New York sono le ciambelle a colazione, il caffe’ bollente e gli hotdog.
New York mi manca un po’, devo tornarci presto.
A New York mi sento sempre molto a mio agio, lo avevo gia detto?

Monday, March 4, 2013

La vita.

La vita e’ come una gara di pentathlon moderno.
Puoi essere fisicamente portato per la corsa e correre piu’ veloce degli altri, puoi impegnarti, sputare sangue e superare te stesso e i tuoi limiti nella gara di nuoto, puoi essere preciso e avere nervi d’acciaio e colpire tutti i dieci della sagoma nel tiro, puoi avere grinta, coraggio e coordinazione ed infilare tutte le stoccate ai tuoi avversari.
Ma se il cavallo che hai sorteggiato per la gara di equitazione decide di scaraventarti a terra, non puoi far altro che accettare la sconfitta, tentare di risalire presto, se non ti sei fatto troppo male, e ritentare al prossimo giro.
O con uno sport meno impegnativo.

Friday, March 1, 2013

Ieri.

Ieri dicono sia finito l’inverno. A me non sembra proprio.
Ieri ho capito finalmente che per continuare ad essere amiche bisogna volerlo.
Ieri ho finalmente capito le parole di una amica, dette un anno fa.
Ieri ho capito che la storia delle persone e dei loro tempi, io non la capiro’ mai sul serio, ci ricasco sempre perche’ e’ un concetto a me troppo estraneo. Come la gelosia. Chissa’ se da qualche parte esiste qualcuno come me, forse sono un alieno, oppure ho una modificazione rara del DNA.
Ieri mi hanno comunicato che la domanda Icheme da me inoltrata per la Chartnership e’ stata deferita di 12 mesi. Che le persone che dovevano essere informate sono gia state informate.
Ieri mi sono ricordata di nuovo cosa significa sentirsi umiliati e non all’altezza. Un’altezza molto alta, lo so, ma da un po’ ero abituata ad arrivarci sempre a quella altezza. Ed era bello.
Ieri ho scoperto che mia figlia sa leggere, va in giro alla ricerca della O, della P, della W, della B e della I per leggerle. E poi le conta. Ed io la mangerei di baci per quanto e’ bella.
Ieri ho scoperto che la verza rossa e’ molto piu’ buona di quella bianca.
Ieri ho mangiato al ristorante giapponese con finestra sul mondo e ho passeggiato sul canale e ogni volta che lo faccio mi ricordo quanto mi piace vivere qui.
Ieri mi sono ricordata di quando all’universita’ sentivo dire che tutte le cose che stavo studiando una volta al lavoro le avrei dimenticate perche’ non mi sarebbero piu’ servite. Invece mi servono in continuazione, anzi spesso comprendo ora quello che all’epoca tentavo di studiare.
Ieri ho scoperto che dopo 10 anni pare che io e Lui abbiamo una visione diversa del risultato delle ultime elezioni politiche.
Ieri avevo deciso che oggi avrei ricominciato a correre.
Ieri, ad un certo punto, e’ finito. Oggi e’ un altro giorno e a correre ricomincio lunedi, che ne’ di venere ne’ di marte ci si sposa o si da inizio all’arte.

Wednesday, February 20, 2013

Londra


Londra e’ verde, vecchia e nuova.
Londra e’ parecchio piu’ pulita di Roma. Londra e’lo specchio da cui guardare il mondo e il trampolino che ti permette di raggiungerlo.
Londra e’ il vagone della Tube al mattino pieno di gente ma completamente silenzioso.
Londra e’ la domanda che mi faccio tutte le mattine quando incontro sul treno che mi porta al lavoro la mamma bionda e la bimba con le trecce, la gonna e i calzettoni in Gennaio a 2 gradi: ma sta ragazzina la polmonite non se la prende mai?
Londra e’ il canale e la gente che abita sulle chiatte.
Londra e’ la stazione di Wembley Central dove quando scendi a volte sei a Nuova Deli a volte a Mogadiscio, altre a Cracovia. Dove arrivero’oggi?
Londra e’ la citta’ che mi ha accolta e poi stregata e nel mezzo cambiata.
Londra e’ il mio lavoro. Londra e’ la miriade di recruiter che ti chiama per offrirti un nuovo lavoro.
Londra e’ la South Bank e un pomeriggio passato a bivaccare al National Theatre. Londra e’ l’odore di muffa e spettacolo dei teatri del West End.
Londra e’ il treno che arriva tutti i giorni puntuale e se tarda due minuti tutti intono a me si arrabbiano una cifra e io penso, siete proprio viziati.
Londra e’ grande. Londra e’Harrow on the Hill, un po’ Attimo Fuggente e un po’ Byron.
Londra e’ difficile da vivere se non si e’appassionati della vita.
Londra e’ meno cara di quello che si pensa. Londra e’ il British Museum e la Wild Life Photograph of the Year. Londra e’ il Victoria e Albert Museum e il suo ristorante, con il pianoforte al centro e i muri decorati stile Liberty.
Londra e’ la fretta che ti prende quando esce il sole e tu devi godertelo finche’ c’e’.
Londra e’ Regent Park in estate e i concerti jazz ascoltati da una sedia a sdraio.
Londra e’ il vento gelido, soprattutto up the Hill.
Londra e’ stata per tanto tempo il mio destino e ora, Londra is my Daughter’s Home.

Sunday, February 10, 2013

Il lavoro ideale non esiste.


Dopo 9 anni, 5 diverse societa' in cui ho lavorato, almeno una trentina di progetti per almeno 10 diversi clienti, la scorsa settimana per la prima volta, ho ufficialmente concluso un'intera fase del progetto su cui sto lavorando, in anticipo rispetto allo schedule.
Il mio capo era cosi' contento che ci ha portato a pranzo fuori.
Il mio capo e' uno dei migliori ingegneri con cui abbia mai lavorato.
E' olandese e di poche parole.
Ha avuto fiducia in me e abbiamo fatto importanti cambiamenti alla mia unita'.
Non mi ha mai messo fretta, mai questionato i miei tempi.
Ha preteso sempre il meglio.
Anche i miei colleghi di progetto sono bravi. Tutti, anche i due neolaureati, entrambi 23enni.
Dove li hanno presi tutti quanti?
E come sono finita io, a lavorare con loro?
Non lo so, so soltanto che il lavoro perfetto non esiste, ma so far, questo gli somiglia parecchio.

Thursday, May 17, 2012

Istanbul.


Ad Istanbul se non hai la wifi non sei nessuno.
Istanbul e' piena di negozi di Turchi, anche qui li trovi aperti sempre.
Istanbul e' moderna ed antica. Istanbul e' europea e non. Istanbul e' rumorosa e piena di macchine. Istanbul non puzza, anzi. Neppure il Gran Bazar puzza, anzi. Istanbul non e' sporca, anzi.
Istanbul e' colorata.
Ad Istanbul non si vedono mamme con i passeggini e ci credo, non saprebbero dove passare porelle e rischerebbero la vita milioni di volte al giorno.
Ad Istanbul si mangia benissimo e la frutta e' colorata e saporita. Ad Istanbul ci sono centinaia di panetterie.
Ad Istanbul nessuno si fa problemi a fotografare bimbi in vacanza con i genitori, anche senza chiedere il permesso. Istanbul e' come le Mille e una notte, molto piu' di Siviglia e Cordoba.
Istanbul e' il canto del Muezzin che mia figlia adora e ripete alla perfezione ogni volta che lo sente, prima o poi qualcuno chiamera' un esorcista.
Ma perche' ho aspettato 34 anni per visitare Istanbul?

Saturday, May 5, 2012

My daughter rocks.


Come tutte le mamme, sono pazzamente innamorata di mia figlia.
Come tutte le mamme, penso che mia figlia sia fighissima e simpaticissima.
Come tutte le mamme, passerei giornate intere a guardarla, a guardare l'espressione del suo viso mentre quel super cervelletto che si ritrova elabora qualcosa di nuovo, collega, si interroga.
Mi piace da morire il suo odore, di asilo e Jambalaya, vicks e salviette umidificate.
La annuserei per ore. Dopo una intensa giornata al lavoro, di solito nel pomeriggio inoltrato, ho un unico pensiero, andare da lei. Sedermi in una delle seggioline della sua classe ed osservarla in silenzio, con le maniche tirate su e le guance rosse. Mentre e' indaffarata nella cucinetta o sul cavallo a dondolo, a fare i versi degli animali o a difendere il suo spazio dagli altri scalmanati dei suo compagni.
La sua maestra qualche giorno fa mi ha detto che e' una capobanda. Non ne avevamo dubbi. Non avrebbe avuto dubbi neppure lei se avesse conosciuto i suoi antenati, direbbe mia madre.
Eh si, e' proprio cosi', my daughter rocks.