Tuesday, November 26, 2013

Cambridge.

La crisi economica mondiale e’ stata superata.

I segnali sono un po’ ovunque, nel mio mondo, i piu’ rappresentativi sono due:
  1. Sono ripartiti tutti i programmi di volontariato sovvenzionati dal quartier generale della Scuola di Magia;
  2.  La Scuola di Magia cerca Streghe e Stregoni, un po’ di tutti i livelli ma soprattutto cerca Apprendisti Streghe e Stregoni. Apprendisti freschi di Universita’. Possibilmente prestigiosa, preferibilmente presente nei primi 10 posti del Ranking Mondiale stilato dall’Economist.
La Scuola di Magia e’ un posticino parecchio progressista e liberale e per questo non hanno importanza il genere, il numero di scarpe, il colore dei capelli o l’orientamente sessuale degli apprendisti.
Con lo scopo di recrutare almeno una decina di Apprendisti, dunque, la Scuola ha organizzato degli incontri con gli Studenti/esse di varie Universita’.
Ha pagato viaggio e giornata di lavoro alle Streghe e agli Stregoni che avessero voluto partecipare e li ha pregati di raccontare:
  1. Le proprie esperienze;
  2. I benefit che si ricevono;
  3. Le innumerevoli sfide quotidiane contro il Male.
Una volta fatto cio' ha chiesto loro di distribuire pizza pepperoni e chiavette USB.

La sottoscritta, StregaItaliana, ha partecipato insieme alla sua amica Strega(momentaneamente)Panzona, all’evento organizzato all’Universita’ di Cambridge.
Io nella mia prossima vita voglio laurearmi a Cambridge.

Cambridge e’ l’Universita’ per Eccellenza. Sembrera’ un’eresia ma l’atmosfera di Cambridge secondo me e’ ancora piu’ frizzante di quella del MIT o di Harvard, e costa un quinto. Forse anche meno.
Cambridge pullula di cultura scientifica, le facolta’ sono all’avanguardia, i College sono pregni di sapere nuovo e antico.

I brevetti sono venduti a peso d’oro, le collaborazioni sono sempre profique, gli studenti sempre brillanti.
E dai racconti dell’amica Strega(momentaneamente)Panzona, che l’ha frequentata, si divertono anche.

Avevo visitato molte volte Cambridge, il suo Common e i suoi caffe’, il suo mercato Biologico, i suoi College famosi e il suo lungo fiume pieno di gondole e gondolieri; non avevo mai visitato pero' l’interno della sua Universita’: il Dipartimento, i laboratori, le aule, la caffetteria.
Il Dipartimento di Ingegneria dell’Universita’ di Cambridge e’ una macchina da soldi. E’ un edificio universitario esteticamente abbastanza anonimo, nulla a che vedere rispetto alla maestosita' del mio vecchio Dipartimento all’ombra del Colosseo. Ed e’ apparentemente una macchina da soldi.

Che bel posto!
E quanto sono Nerd che mi emoziono nel visitare un posto cosi’?

Tanto, ovvio. Lo dicono tutti e io ne vado fiera!

PS. All’incontro con gli studenti del penultimo anno c’erano 50 studenti di cui 9 donne, delle quali 7 cinesi . Questa e’ la rappresentanza dell’elite degli ingegneri/e che tra qualche anno prenderanno le redini del mondo produttivo ed energetico mondiale. Traetene voi le dovute conseguenze.

Tuesday, November 19, 2013

Take a walk on the Wild Side

La scorsa domenica, come ogni anno, abbiamo visitato una mostra fotografica legata ad un premio fotografico, la “The Wildlife Photography of the Year”.
Come ogni anno, siamo rimasti folgorati dalle magnifiche fotografie che partecipavano al premio.
Come ogni anno, la mostra viene presentata al Natural History Museum di Londra e noi cogliamo l’occasione per scoprirne un pezzettino diverso.
Questo anno, finalmente, non ho dovuto preoccuparmi del cambio pannolino, del prepara il pranzo da casa, del dove andiamo a fare il riposino.

Ancora non ci credo!
Questo anno, finalmente, tu sei abbastanza grande da poterti veramente meravigliare delle stupende fotografie e dell’elefante che e’ altissimo, della balena che e’ enormissima e del leone che e’ molto ma molto pauroso. Per non parlare dei dinosauri, la tua passione. Se poi fossero anche un po’ rosa sarebbero il tuo mito incontrastato.



Ma torniamo alla mostra.
Questo anno, a mio modesto avviso c’erano delle foto davvero particolari, qualcosa in piu’ del solito lupo che salta la staccionata, della scimmietta dalla faccia rossa e del giaguaro delle nevi intirizzito che cerca qualcosa da mangiare. Non so da quale remoto angolo di romanticismo venga questa osservazione ma, per me, la piu’ bella e’ quella dei due cigni che con le loro teste formano involontariamente un cuore.
I colori della foto sono cinque: il bianco, il blu, il verde, l’arancione rosato e il grigio. Cinque colori che riassumono in tutta la loro forza il candore e la dolcezza di questa immagine.


E pensare che io sono ornotofobica.
Al secondo posto, ma distanziata di pochissimo, per me, viene la foto del leopardo che guarda la fotocamera. Guarda il suo pubblico negli occhi. Il viso e’ rigorosamente perpendicolare alla macchina e io ho pensato una sola cosa guardando la foto: questo leopardo e’ bellissimo.
Bello, bella, chi lo sa, di una bellezza in cui tutti i canoni del classicismo sono rispettati: simmetria delle forme, nettezza degli angoli, assenza di movimento.


E pensare che io impazzisco per il surrealismo.
PS. Leggendo il titolo di questo post pensavate che volessi scrivere il mio tributo a Luo Reed, vero? A modo mio, e’ cio’ che ho fatto. Lou Reed e' stata la colonna sonora dei miei anni universitari e del mio post laurea. 

Lou io ti ho ascoltato, ho cercato pezzi di te nel tuo Village e poi ti ascoltato di nuovo.

Quando ti ho visto eri gia vecchio e lo so, certi eccessi si pagano cari. Non mi impressionasti affatto, ma non fa nulla. E’ stato comunque un piacere.


Monday, November 11, 2013

Tomorrow’s Engineering Week

Oggi, gironzolando in rete in pausa pranzo, mi sono imbattuta in questo post:
Posso confermare, e’ tutto vero.

E’ vero che molti ragazzi/e non considerano una carriera nell’ingegneria perche’ non sanno esattamente cosa significhi “carriera nell’ingegneria”.
E’ vero che pochissime ragazze scelgono di studiare ingegneria e poi costruire una carriera su tali studi.
E’ vero che molti, troppi, genitori ancora pensano che lavorare nell’ingegneria non sia un lavoro da donne.
E’ vero che molti, troppi, educatori non incentivano le ragazze che vogliono intraprendere studi ingegneristici perche’ pensano che le donne siano geneticamente meno portate degli uomini in questo campo.
E’ vero che molte ragazze/i non scelgono di studiare ingegneria perche’ pensano che i conseguenti settori di occupazione non siano abbastanza alla moda.
E’ vero che, in realta’, pensandoci meglio, sia lampante quanto la nostra vita e il nostro mondo, cosi’ come lo abbiamo costruito, siano pieni di strumenti, materiali e idee ingegnerizzati/e da qualcuno.
E’ vero che, da qualche tempo, il governo UK, a differenza di quello Italiano (mi sembra di capire) stia spendendo molte energie e risorse per cercare di coinvolgere i giovani per farli diventare gli ingegneri del domani. Coloro che in un campo o in un altro, contribuiranno, praticamente, a mandare avanti il mondo.

Mi sembra un’ottima idea. Un ottimo investimento per il futuro.
Da anni, ormai, contribuisco anche io a questa campagna di sensibilizzazione: facendo incontri nelle scuole e nelle universita’, parlando della mia esperienza e perche’ no, diciamolo, raccontando della passione che ho per il mio lavoro.
Aggiungo un ulteriore tassellino, elencando di seguito dieci buonissimi motivi per cui sono felice di aver studiato inegegneria e aver intrapreso la mia carriera da ingegnera. Non si sa mai. Fosse mai riesca ad ispirare qualcun altro. Sarebbe un vero piacere esserci riuscita.

1.    Sono felice di aver intrapreso la mia carriera da ingegnera perche’ l’igegneria e’ una scienza universale. E per questo ho potuto scegliere il paese in cui lavorare, vivere e crescere mia figlia. E se le cose non dovessero andare bene qui, un altro paese che mi accoglira’ lo trovero’ di sicuro.

2.    Sono felice di aver intrapreso la mia carriera da ingegnera perche’ si ingegnerizza ovunque al mondo. E per questo ho potuto visitare molti luoghi, conoscere molte usanze e molte culture diverse. Diventando di conseguuneza una persona piu’aperta ed equilibrata.

3.    Sono felice di aver studiato ingegneria perche’in conseguenza di cio’ ho sempre avuto la possibilita’ di cambiare posto di lavoro, cercando e trovando, finalmente, la societa’ che piu’ si addice al mio modo di essere. (almeno per il momento!)

4.    Sono felice di aver intrapreso la mia carriera da ingegnera perche’ non interessa a nessuno se sono donna e ho figli/e. L’importante e’ che cio’ che progetto funzioni bene. Si sono convinti anche i sauditi, e con questo ho detto tutto.

5.    Sono felice di aver intrapreso la mia carriera da ingegnera perche’ guadagno molto bene ma non e’ necessario che io lavori molte ore o che viaggi quando non voglio. E per questo il tempo da passare con mia figlia non mi manca mai.

6.    Sono felice di aver intrapreso la mia carriera da ingegnera perche’ guadagno molto bene, e per questo ho appena potuto comprare un bellissima borsa Roberto Cavalli. In fondo, cosa sono i milioni quando si hanno belle borse? (Citazione un po’ rivisitata).

7.    Sono felice di aver intrapreso la mia carriera da ingegnera perche’ guadagno molto bene, e per questo posso viaggiare con la mia famiglia.

8.    Sono felice di aver intrapreso la mia carriera da ingegnera perche’ ho potuto conoscere persone speciali che fanno il mio stesso lavoro, persone di grande esperienza ma anche di indubbia onesta’ intellettuale che credono a cio’ che vedono e a cio’ che progettano e non si lasciano corrompere dalla parte marcia del mondo.

9.    Sono felice di aver intrapreso la mia carriera da ingegnera perche’ per caso, un giorno, ho incontrato mio marito, il mio compagno di vita.

10. Sono felice di aver studiato ingegneria perche’ ho appreso nozioni che posso applicare in molti campi, in molti luoghi, compresi i piccoli progetti di responsabilita’ sociale per le associazioni di volontariato con cui collaboro. E’ bello toccare con mano la realizzazione di qualcosa, pensata da te, che ha cambiato la vita di altre persone. Spesso a costo zero.
Questo post partecipa al blogstorming di Genitori Crescono. Qui