Tuesday, November 19, 2013

Take a walk on the Wild Side

La scorsa domenica, come ogni anno, abbiamo visitato una mostra fotografica legata ad un premio fotografico, la “The Wildlife Photography of the Year”.
Come ogni anno, siamo rimasti folgorati dalle magnifiche fotografie che partecipavano al premio.
Come ogni anno, la mostra viene presentata al Natural History Museum di Londra e noi cogliamo l’occasione per scoprirne un pezzettino diverso.
Questo anno, finalmente, non ho dovuto preoccuparmi del cambio pannolino, del prepara il pranzo da casa, del dove andiamo a fare il riposino.

Ancora non ci credo!
Questo anno, finalmente, tu sei abbastanza grande da poterti veramente meravigliare delle stupende fotografie e dell’elefante che e’ altissimo, della balena che e’ enormissima e del leone che e’ molto ma molto pauroso. Per non parlare dei dinosauri, la tua passione. Se poi fossero anche un po’ rosa sarebbero il tuo mito incontrastato.



Ma torniamo alla mostra.
Questo anno, a mio modesto avviso c’erano delle foto davvero particolari, qualcosa in piu’ del solito lupo che salta la staccionata, della scimmietta dalla faccia rossa e del giaguaro delle nevi intirizzito che cerca qualcosa da mangiare. Non so da quale remoto angolo di romanticismo venga questa osservazione ma, per me, la piu’ bella e’ quella dei due cigni che con le loro teste formano involontariamente un cuore.
I colori della foto sono cinque: il bianco, il blu, il verde, l’arancione rosato e il grigio. Cinque colori che riassumono in tutta la loro forza il candore e la dolcezza di questa immagine.


E pensare che io sono ornotofobica.
Al secondo posto, ma distanziata di pochissimo, per me, viene la foto del leopardo che guarda la fotocamera. Guarda il suo pubblico negli occhi. Il viso e’ rigorosamente perpendicolare alla macchina e io ho pensato una sola cosa guardando la foto: questo leopardo e’ bellissimo.
Bello, bella, chi lo sa, di una bellezza in cui tutti i canoni del classicismo sono rispettati: simmetria delle forme, nettezza degli angoli, assenza di movimento.


E pensare che io impazzisco per il surrealismo.
PS. Leggendo il titolo di questo post pensavate che volessi scrivere il mio tributo a Luo Reed, vero? A modo mio, e’ cio’ che ho fatto. Lou Reed e' stata la colonna sonora dei miei anni universitari e del mio post laurea. 

Lou io ti ho ascoltato, ho cercato pezzi di te nel tuo Village e poi ti ascoltato di nuovo.

Quando ti ho visto eri gia vecchio e lo so, certi eccessi si pagano cari. Non mi impressionasti affatto, ma non fa nulla. E’ stato comunque un piacere.


3 comments:

  1. Leggendo la tua nota sulla foto dei cigni penso involontariamente che è un abusato cliché, eppure è vero, sono romantici anche perché pure gli umani formano un cuore con le teste. Se vogliono <3

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  2. Davvero? Pensa che io non ci avevo mai fatto caso!
    Quella foto ha proprio tirato fuori il mio lato piu' wild, il lato romantico chi lo avrebbe mai detto!!

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  3. anche una delle mie migliori amiche c'ha paura dei pennuti e dei volatili, ma paura paura!
    ed è anche una gran romanticona, a modo suo. in un modo un po' wild, effettivamente, ora che mi ci fai pensare.

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